Il progetto coinvolgerà università, imprese, associazioni, comunità religiose e volontari, con il sostegno delle istituzioni pubbliche. L'obiettivo è accrescere la conoscenza e la capacità critica dei cittadini, rafforzando la partecipazione democratica per una #democrazia più consapevole.
Proponente: Paperone – Senatore del Gioco della Democrazia di MakerVi
Luogo di realizzazione: Genova e Liguria
Finanziamento iniziale proposto: 100.000 euro
Organizzazioni realizzatrici: Da individuare attraverso una rete di istituzioni pubbliche, imprese, associazioni e volontariato.
La democrazia si fonda sul principio che tutti i cittadini abbiano il diritto di partecipare alle decisioni che riguardano la collettività.
Ma il mondo contemporaneo è diventato sempre più complesso. Economia, finanza, scienza, tecnologia, religione e politica richiedono conoscenze che cambiano continuamente.
L'ignoranza non è una colpa e non appartiene a una particolare classe sociale. Nessuno può conoscere tutto, e anche le persone più istruite possono essere impreparate davanti a problemi che esulano dalle loro competenze.
La risposta a questa difficoltà non può essere limitare la partecipazione democratica, affidando le decisioni a ristrette élite economiche, politiche o tecnologiche.
La risposta deve essere aumentare le conoscenze dei cittadini, offrendo a tutti la possibilità di continuare a imparare per l'intera durata della vita.
L'istruzione non può più essere considerata un'attività riservata all'infanzia e alla giovinezza. Deve diventare un diritto permanente, accessibile a ogni età.
Il progetto propone di avviare in Liguria un'esperienza sperimentale di educazione permanente, gratuita e aperta a tutti.
I principali ambiti formativi saranno:
Educazione finanziaria ed economica: comprendere risparmio, investimenti, credito, pensioni, debito pubblico, fiscalità e funzionamento dell'economia.
Educazione religiosa: conoscere la storia delle religioni, le fonti, le diverse interpretazioni e il dialogo tra fede, ragione e scienza, nel rispetto di credenti e non credenti.
Educazione all'intelligenza artificiale: imparare a utilizzare l'IA, conoscerne le opportunità e i limiti, riconoscerne gli errori e difendersi dalle manipolazioni.
Educazione scientifica: comprendere il metodo scientifico e affrontare consapevolmente temi come salute, ambiente, energia e cambiamenti climatici.
Educazione civica e politica: conoscere la Costituzione, le istituzioni italiane ed europee, i diritti e i doveri dei cittadini e i meccanismi della partecipazione democratica.
Educazione storica e culturale: conoscere il passato per comprendere il presente, sviluppando capacità di analisi e di giudizio.
Educazione digitale: utilizzare in sicurezza gli strumenti informatici, proteggere i propri dati e riconoscere le informazioni false o ingannevoli.
Questi ambiti non costituiscono un elenco chiuso. Il programma dovrà evolvere secondo i bisogni espressi dai cittadini e i cambiamenti della società.
L'educazione permanente è un interesse dell'intera società.
Le istituzioni pubbliche hanno interesse a cittadini capaci di partecipare consapevolmente alla vita democratica.
Le imprese hanno interesse a lavoratori, consumatori e risparmiatori più preparati.
Le comunità religiose possono trovare nella conoscenza uno strumento per favorire una fede libera e consapevole, fondata sulla comprensione anziché sulla semplice obbedienza.
Le università, le scuole, le associazioni culturali e le organizzazioni del volontariato possiedono competenze e risorse che possono essere messe al servizio della collettività.
Il progetto intende superare il dualismo pubblico-privato, costruendo una collaborazione nella quale ciascun soggetto contribuisca secondo le proprie possibilità.
Il finanziamento pubblico dovrà garantire l'accessibilità e l'indipendenza dei programmi. I contributi privati potranno ampliare le risorse disponibili senza condizionare la libertà dell'insegnamento.
Non è necessario costruire nuove strutture scolastiche.
Si potranno utilizzare biblioteche, scuole, università, sedi associative, locali messi a disposizione dalle comunità religiose e spazi aziendali.
L'attività formativa potrà svolgersi attraverso incontri in presenza, seminari, laboratori, corsi online e strumenti di intelligenza artificiale.
Una particolare attenzione sarà riservata alle persone anziane, a chi possiede una scolarizzazione limitata e a chi incontra difficoltà nell'utilizzo delle nuove tecnologie.
Il sistema potrà combinare lavoro professionale remunerato e volontariato qualificato.
Insegnanti in pensione, professionisti, ricercatori e cittadini con specifiche competenze potranno contribuire volontariamente alla formazione di altre persone.
Chi apprende potrà, a sua volta, diventare una risorsa per gli altri.
L'obiettivo è costruire una comunità nella quale tutti possano imparare e ciascuno possa contribuire a insegnare.
L'intelligenza artificiale offre possibilità particolarmente interessanti per l'educazione permanente.
Un cittadino potrà approfondire un argomento secondo il proprio livello di preparazione, chiedere spiegazioni, esercitarsi e ricevere assistenza personalizzata.
L'IA potrà aiutare i docenti a preparare materiali didattici e rendere disponibili contenuti adattati alle diverse esigenze.
Ma il suo utilizzo dovrà essere accompagnato dall'educazione al pensiero critico.
Le risposte prodotte dall'IA non dovranno essere considerate verità indiscutibili, ma informazioni da comprendere e, quando necessario, verificare.
L'intelligenza artificiale deve aumentare l'autonomia delle persone, non sostituirsi alla loro capacità di giudizio.
Il progetto propone una prima sperimentazione della durata indicativa di dodici mesi, con un finanziamento iniziale di 100.000 euro.
La fase iniziale comprenderà:
Individuazione di organizzazioni pubbliche e private interessate a collaborare.
Costituzione di un gruppo di coordinamento scientifico e organizzativo.
Preparazione dei primi programmi formativi.
Organizzazione di corsi e incontri, inizialmente nell'area genovese.
Utilizzo di strumenti digitali per consentire la partecipazione anche a distanza.
Valutazione dei risultati e predisposizione di un modello replicabile nelle altre province liguri.
Il finanziamento richiesto rappresenta una stima preliminare e dovrà essere accompagnato da un preventivo dettagliato predisposto dalle organizzazioni che aderiranno al progetto.
L'obiettivo sarà utilizzare il contributo iniziale come leva per ottenere ulteriori risorse, economiche e organizzative, da imprese, fondazioni, enti pubblici e associazioni.
L'esperienza ligure non vuole essere un'iniziativa isolata.
La prospettiva è proporre all'Unione europea un grande programma di educazione permanente, accessibile a tutti i cittadini, che possa affiancarsi alle politiche già esistenti per l'istruzione e la formazione.
L'Unione potrebbe definire una cornice comune, promuovere la collaborazione tra i diversi Paesi e mobilitare finanziamenti capaci di attivare ulteriori investimenti nazionali, locali e privati.
La gestione delle attività dovrebbe rimanere diffusa e pluralista, valorizzando le istituzioni e le organizzazioni presenti nei territori.
Il principio fondamentale sarebbe quello di garantire a ogni cittadino europeo il diritto effettivo di continuare a imparare durante tutta la vita.
Il successo del progetto non dovrà essere misurato soltanto dal numero dei partecipanti.
Sarà importante verificare se i percorsi formativi avranno effettivamente migliorato le conoscenze, le competenze e l'autonomia di giudizio.
Particolare attenzione sarà riservata alla capacità di coinvolgere persone che normalmente rimangono escluse dalle opportunità formative.
I risultati della sperimentazione saranno resi pubblici, per consentire ai cittadini e alle organizzazioni interessate di valutarli e contribuire al miglioramento del progetto.
Il rapporto tra capitalismo, tecnologia e democrazia sta attraversando una trasformazione profonda.
La crescente concentrazione delle conoscenze e degli strumenti tecnologici nelle mani di pochi soggetti rischia di accentuare le disuguaglianze e indebolire la capacità dei cittadini di controllare le decisioni che li riguardano.
La risposta non deve essere ostacolare il progresso tecnologico, ma fare in modo che i suoi benefici siano accessibili al maggior numero possibile di persone.
Una democrazia non diventa più efficiente escludendo dalle decisioni chi possiede meno conoscenze.
Diventa più forte quando offre a tutti gli strumenti necessari per comprendere, partecipare e scegliere.
L'educazione permanente non è quindi soltanto una politica culturale o uno strumento di formazione professionale.
È un investimento nella qualità della democrazia, nella competitività del sistema produttivo e nella libertà individuale.
Questo progetto nasce come proposta aperta.
Università, imprese, associazioni, fondazioni, comunità religiose, organizzazioni del volontariato e singoli cittadini sono invitati a contribuire alla sua definizione e alla sua realizzazione.
Il finanziamento iniziale richiesto attraverso il Gioco della Democrazia di MakerVi vuole rappresentare il primo passo verso la costruzione di una rete di collaborazione.
Non si pretende di possedere già tutte le risposte.
Si propone di creare le condizioni affinché sempre più persone possano cercarle, comprenderle e discuterle insieme.
Una società democratica non ha bisogno di cittadini che sappiano tutto. Ha bisogno di cittadini che non smettano mai di imparare.